Morrone Academy Popilbianco, parte la fase 2.0 della rinascita granata

Il presidente Raffaele Pizzino e il vice Marco Caputo spiegano l’ambizioso progetto: «La cultura del lavoro sportivo è l’unica etichetta che ci interessa. Per questo Morrone e Popilbianco sono ora una sola cosa».

La Morrone Academy Popilbianco è la fase 2.0 del progetto legato alla rinascita del club granata. La prima squadra ha scalato i campionati ripartendo dalla Terza Categoria e si appresta a disputare da protagonista il torneo di Promozione, ma è il settore giovanile la vera sfida a cui guardano i soci del club.

In estate è stato formalizzato il connubio con la Popilbianco e il nuovo quadro dirigenziale vede Raffaele Pizzino nelle vesti di presidente e Marco Caputo in quelle di vice. Insieme hanno dato un volto nuovo ai campi da gioco e posto nuove basi per un percorso comune. Il vivaio della Morrone, in parole povere, parte dai bambini dei “Primi calci” e arriva fino alla categoria “Juniores” sotto le insigne della Popilbianco.

«La nostra vita sportiva è sempre stata caratterizzata dal voler proporre all’esterno un basso profilo, perché ciò che ci preme maggiormente è dedicarci al rettangolo di gioco – spiega il presidente Pizzino – Su un progetto del genere, tuttavia, è giusto fare chiarezza a monte e spiegare cosa bolle in pentola. Oggi siamo nelle condizioni di operare in una certa maniera perché abbiamo scoperto delle persone che, oltre ad essere imprenditori, hanno una consistente apertura mentale. Era ciò che cercavamo per formare fin da piccoli dei calciatori e consegnarli poi alla squadra principale. Avremmo potuto continuare anche da soli, ma c’era il desiderio e la necessità di alzare l’asticella: l’abbiamo fatto condividendo perfino le virgole».

L’unione di due modi differenti di intendere lo sport si rispecchia in ciò che viene inteso per scuola calcio d’elite, arricchita da nuovi tecnici e da un supporto costante proveniente da figure parallele. In più, il restyling strutturale dell’impianto è sotto gli occhi di tutti così come il nuovo marchio che griffa ogni angolo del centro sportivo.

 

«Abbiamo individuato una rotta propositiva – aggiunge Caputo – Vogliamo fare calcio ad ottimi livelli, garantendo continuità ad un progetto di calcio diverso nel panorama dilettantistico meridionale. “Progetto” è la parola chiave che amiamo utilizzare da quando abbiamo iniziato operare ed è una parola che per noi è diventata un dogma. Per quanto giovane sia la nostra società (età media 30 anni), siamo orgogliosi di avere un’idea e questo viene percepito in maniera positiva non solo dagli addetti ai lavori. L’obiettivo, nel breve termine, è tornare subito a parlare di calcio che conta con la Morrone».

Caputo poi spiega anche i motivi che hanno spinto la società Morrone ad avvicinarsi alla Popilbianco. «E’ per il modo di formare i ragazzi. La cultura del lavoro sportivo è l’unica etichetta che ci interessava, i passi successivi sono venuti in automatico. Riponiamo grande fiducia in ogni nostro allenatore, consapevole che a loro spetta il compito più arduo dentro e fuori dal campo. Per concludere, pensiamo che la gente in Calabria abbia bisogno di calcio, ma di calcio ben fatto e con un progetto chiaro. Per realizzare ciò non si può prescindere dal credere nei giovani e in un vivaio che valorizzi al massimo i talenti locali».

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